Eccomi Paola.
Dei libri letti negli ultimi anni, questo è uno di quelli che mi ha toccato in modo più diretto, fino a commuovermi - e sono un osso duro di solito. Ero lì, in metropolitana, con il groppettino alla gola.
Mario Calabresi, oggi direttore de La Stampa, racconta qui in modo estremamente semplice la storia della sua famiglia, dell'uccisione di suo padre, di quello che successe dopo. (Così presenta il testo IBS).
L'aspetto sorprendente non è legato alla ricostruzione delle vicende note e meno note legate al terrorismo italiano, piuttosto è la descrizione degli aspetti quotidiani, degli episodi minuti, della solidità dei legami, delle solitudini, dell'apertura al nuovo per sopravvivere al dolore.
Se penso ad un libro sull'educazione e sulla famiglia, più che ai libri di pedagogia penso a questo. Quando si dice "conta l'esempio, conta il vivere insieme". Ecco, qui traspare tutto questo.
Citando qua e là:
"Ricordo la fatica di sentirsi diversi, di non essere bambini normali, non avevamo diritto di avere un nome e un cognome, eravamo <<i figli di>>. Schiacciati da questo perfino nei movimenti, nei giochi, nei rapporti con i compagni di scuola".
"Ho sempre paragonato ciò che è successo a un naufragio. All'improvviso si perde tutto, ci si trova sbalzati nell'acqua scura e profonda. Può succedere che il disastro sia annunciato dalla tempesta, ma ci sono anche falle improvvise, gli iceberg, le orche (...).
Ma la parte dell'immagine che mi convince di più è il dopo: si può rimanere alla deriva per anni, per tutta la vita. Si può finire su un'isola deserta e scegliere di restarci (....). Noi dobbiamo ringraziare mia madre che ebbe il coraggio di farsi aiutare da Tonino (pittore e collaboratore di Bruno Munari, nuovo compagno della madre) e la sorte ci ha fatto nascere in una famiglia larga e ramificata".
Infine, la bella figura della mamma, che ad un certo punto dice:
"Ho scommesso sulla vita, cos'altro potevo fare a venticinque anni con due bambini piccoli tra le mani e un terzo in arrivo? Mi sono data da fare tutti i giorni, unico antidoto alla depressione, e ho cercato di vaccinarvi all'accidia, dall'odio, dalla condanna ad essere vittime rabbiose. Questo non significa essere arrendevoli o mettere la testa sotto la sabbia. Significa battersi per avere verità e giustizia e continuare a vivere rinnovando ogni giorno la memoria. Fare diversamente significherebbe piegarsi totalmente al gesto dei terroristi, lasciar vincere la cultura della morte."

un libro da leggere in questo periodo di oscurantismo...grazie ;)
RispondiEliminaPerò!! Grazie per la canzone. Hai proprio fatto centro...non la conoscevo ma mi ci sento un pò così. Grazie! :-)
RispondiEliminaBellissimo libro :-D L'ho letto tutto di un fiato, in alcuni pezi con le lacrime agli occhi!
RispondiEliminaUn libro da legegre e rileggere.
Un bacione
Mi hai fatto ricordare che questo libro è da leggere! Me lo sono perso tra un figlio e l'altro ma adesso lo voglio... Mario Calabresi mi piace un sacco, mi dà l'idea di essere un uomo cristallino, nonostante il torbido che ha avuto alle spalle...
RispondiEliminaMolto interessante! Grazie per la segnalazione :)
RispondiEliminaDal tuo commento è un libro che in altri tempi avrei acquistato al volo, ma di questi tempi... ho bisogno di leggerezza, ma credo proprio che lo terrò molto molto presente per i tempi migliori, grazie della segnalazione:)
RispondiEliminap.s. ma come si fa a partecipare al baratto da te proposto? Io non ho nemmeno un libro di quelli che cerchi tu, ma magari si può vedere... come funziona? Ho letto e riletto, ma te l'ho detto che in questo periodo non ci sono molto con la testa:) quindi magari lo hai spiegato e io non ho capito niente:(