Hanno già parlato in tanti della campagna Target.
La prima credo sia stata Stefania Boleso, ma ho visto anche altri contributi, perdonatemi se non riesco a ricostruire le fonti che ho letto in rete.
Ne ha parlato anche Barbara MammaFattaCosì, la mamma di un bimbo down, in termini comprensibilmente positivi. Lei scrive nei commenti:
"meglio un passino qui, nella pubblicità, che nessun passino in nessun luogo".
Io ho già esposto in privato a Barbara il mio disorientamento. Provo a condividerlo qui, insieme ad altre associazioni mentali forse confuse. Vi avviso che non arrivo al dunque, anche perché il tema è complesso, molto.
Ovviamente prima della nascita di G. non mi ero mai posta la questione, successivamente ho guardato ogni attività pubblica che ha i bambini come soggetto con un occhio diverso. In "attività pubblica" ci metto dentro tutto: pubblicità, moda, arte, spettacolino di natale, blog, foto su facebook, racconti delle mamme al parco.
Mi sono posta un mare di domande. Ho letto qua e là. Ho osservato. Sono partite un po' di autocritiche.
Già, perché io ci sono in mezzo.
Io pubblico foto di G. qui e su fb. Perché lo faccio?
A volte perché se devo esprimere qualcosa posso farlo solo attraverso una sua espressione, o le sue mani, o le gambe che saltano.
Ma credo, più in generale (e ruga ammetterlo), perché so che condividere le immagini dei figli è un modo di sentirsi parte del gruppo: abbassa le difese, intenerisce, un "che amooore" ed è già inclusione.
E veniamo al punto.
Nel caso della campagna pubblicitaria Target i bambini si stavano divertendo. Lo dicono le espressioni, i gesti. Il bambino down è incluso ed è un bellissimo messaggio, non vi è dubbio.
Ma io mi chiedo: attraverso i bambini, chi vuole essere incluso?
Ricordo un post di Navigo a Vista che tempo fa aveva presenziato ai casting per sfilate di moda in scala ridotta. La situazione descritta era questa, leggetelo se vi piace il brivido.
I genitori "mostrano" i bambini per dire al mondo: guarda, sono orgoglioso, ho prodotto qualcosa di bello e di buono e lo faccio sapere a tutti.
Pensateci bene. Lo facciamo tutti nelle situazioni pubbliche, lo facciamo sempre. Io lo faccio.
Di questa cosa mi imbarazzo un po', lo ammetto. Cerco di non esagerare. Vado a periodi. Ogni tanto mi censuro ogni tanto splafono.
Ho amiche e colleghe che hanno deciso di non avere figli e ci faccio caso ora, molto. Se parlo o condivido un'immagine di G. cerco di farlo con un senso, non in modo superficiale.
In alcuni casi faccio la snob.
I concorsi fotografici su facebook, per esempio. Mmm...di solito non li apprezzo.
Poi, in uno, ho visto Killò. Oggettivamente un figo.
L'ho votato non per lui, però. L'ho votato perché ho colto come una richiesta di BarbaraMFC, una richiesta che la rendeva uguale a me: Includetemi nel gruppo. Mio figlio è come i vostri = io sono come voi. Ho bisogno dell'abbraccio di voialtre per i momenti duri.
E dunque tutto questo entusiasmo per la campagna Target mi sembra riportato ad una dimensione privata e credo di aver afferrato qualcosa nel punto di vista di Barbara. Mi siedo virtualmente a fianco a lei, tazzina di caffè caldo nella mano, e ascolto il suo racconto, per capire un mondo che non conosco e che ho temuto - più o meno consciamente - durante la mia gravidanza.
Bene, nella piccola dimensione riesco ad orientarmi, ad avere un'opinione. E nei massimi sistemi della comunicazione? No, lì sono analitica e anche un po' acida, ho domande a cui non so rispondere.
Mi pare che tutto si riduca al concetto di BELLO.
I bimbi down sono belli.
E i bimbi meno belli? quelli con disabilità gravi? Per loro non vale il discorso dell'inclusione?
e da adulti, quando saranno meno belli? cosa si dirà ai casting di questi bambini cresciuti? cosa spiegheremo?
Credo che l'inclusione attraverso la bellezza sia limitante, banalizzante.
Non è quello che si fa utilizzando l'immagine femminile? Non è quello di cui ci lamentiamo sempre?
Io credo che i bambini dovrebbero essere tutti scartati ai casting.
Io credo che i bambini debbano solo essere ascoltati.
Credo che si debba promuovere la vera comunicazione, quella dialogica. Incominciamo ad accogliere Barbara come una di noi, senza appiccicarle addosso l'etichetta di "mamma di Killò, il bambino down". Io sono molto interessata a Barbara nell'insieme. Incominciamo subito ad includerla. Lei è una di noi e noi non ci definiamo solo attraverso i figli. Non abbiamo bisogno di casting, noi.

Hai scritto una cosa bellissima, che penso ogni mamma con un bimbo speciale vorrebbe sentire dalle altre: Incominciamo ad accogliere Barbara come una di noi, senza appiccicarle addosso l'etichetta di "mamma di Killò, il bambino down".
RispondiEliminaOggi ci sono tanti blog di mamme con bimbi down o con qualche malattia genetica... non credo vogliano attirare l'attenzione ma essere considerate mamme come tutte le altre. Io ci sto! Per me una mamma, è una mamma!
@pollon: grazie. mi rendo conto solo ora di quando ha contato tutto il lavoro di maria pia!
RispondiEliminaLa cosa bella è che noi possiamo fare qualcosa. A volte trovo che la rete sia molto bella. Ti permette di fare incontri che altrimenti non potresti mai fare nella vita reale, ti avvicina a persone di ogni tipo. Io, anche se sono piccina, non mi notano in tanti, cerco di dare visibilità a chi vuole fare parte del cerchio delle persone comuni! E' un messaggio bello da diffondere, ci credo molto. Non si deve parlare di bimbi o persone che sono in difficoltà solo su blog e siti specifici.
RispondiEliminavero, verissimo. e si deve parlare di famiglie.
RispondiEliminaHai scritto proprio un bel post, davvero, non saprei cosa aggiungere.
RispondiEliminagrazie per avermi fatto conoscere barbara.
RispondiEliminaGrazie.
RispondiEliminaE poi sono d'accordo con te. Anch'io acida su quel che riguarda la comunicazione. Sarà che non riesco a non sentire i discorsi che ci sono dietro la scelta di un testimonial, sul target da colpire... bah.
Posso dire che barbara l'ho conosciuta su FB, tramite te credo. Scopro ora tutto il resto e il blog. Per me era già parte del gruppo. In questo eravate già riuscite :-)))
Bellissimo post! Grazie di averlo scritto! Il finale poi lo trovo di una delicatezza meravigliosa!
RispondiEliminaAnche io credo che non sia giusto appiccicare etichette o vedere Barbara SOLO come mamma di Killò, ma è molto importante che ci ricordiamo di chi è mamma.
Non so se riesco a spiegarmi decentemente a quest'ora, ma credo che il suo apporto alla rete o alla "cerchia" come mamma e donna sia molto prezioso anche per il fatto di aver incontrato la sindrome di Down nel suo percorso. Non trovi?
Si cerca sempre di nascondere l'imbarazzo verso la diversità e la disabilità, ed è per questo che secondo me è importante conoscerle meglio, per averne meno paura e forse anche per poter fare qualcosa di concreto, anche solo far riflettere.
Barbara è speciale proprio di suo, ma anche "di pregio" perchè mamma di Biondazzurra e Killò.
Non so se si capirà qualcosa. Buonanotte
@giovanni: benvenuto!!!
RispondiElimina@simoff: barbara è una bellissima new entry!
@owl: eh, lo so che capivi...
@francescaOM: nell'emozione che ho messo nella scrittura di questo post credo di aver fatto prevalere il concetto di appiattimento.
anch'io credo che la presenza di Barbara tra noi sia speciale e importante, proprio perché ci deve SPIEGARE e noi dobbiamo CAPIRE.
tutto questo non si può fare se tutte ci limitiamo a dire quanto è bello e quanto è bravo Killò, quanto sono belle quelle foto.
Mi piacerebbe che tutte si andasse oltre l'adulazione e si cominciasse a parlare DAVVERO. solo così le cose cambiano e in modo molto più profondo, secondo me, che attraverso una comunicazione pubblicitaria.
capisco che barbara non debba ora tutto in un colpo sezionarsi e metterci sul suo blog ogni pensiero, non lo posso pretendere perché io stessa non lo faccio qui.
è solo che annuso il pericolo di quel meccanismo che si instaura: post>>>coretto di persone che dice: è bellissimo, è meraviglioso, mi commuove.
lo specifico di barbara e la personalità che intravedo sono tali che si può alzare il tiro e fare succedere davvero qualcosa di importante
Questo post mi ha convinto fino in fondo. Bello bello.
RispondiEliminaL'unico apporto personale che mi viene è che io Barbara la chiemerei proprio "Mamma di un Bimbo Down che si chiama Killò", perchè no? Io non ci vedo niente di male nè di tremendo, non è brutto nè una colpa essere madre di un bimbo, down o no. Quindi perchè non chiamarla così? Per me è come dire "Mamma di un Bimbo Bruno che si chiama X" o "di un Bimbo Adottato che si chiama Y".
Temo che spesso stia in CHI GUARDA e ragiona la suddivisione in classi di bellezza (e di accettazione). Ma le mamme vanno oltre vero?
@f: certo F. sono d'accordo con te. e spero che intorno a Barbara si coagulino tante storie di "donne mamme di un bambino che si chiama x", ognuna con la sua voce. non vedo l'ora di sentire quel coro, sarà un coro nostro perché canteremo tutte (io stonata, probabile)
RispondiEliminaChe devo dirti Stima, post molto coraggioso.
RispondiEliminaCome la penso lo sai proprio dal mio post.
In ogni caso la cosa dell'inclusione tocca tutti...
io cerco di intenerirvi con i gatti, uso quello che ho :)
Dopo le confessioni di ieri su FB e i commenti di Mamma F e FrancescaOM non ho molto da aggiugnere: lo snobismo all'incontrario, ho capito ora, non esiste; però il valore aggiunto di una famiglia con disabilità non può e non deve essere negato, cadremmo nella trappola di chi superficialmente smette di parlarne appena ha votato la foto nel concorso. Spero di essermi chiarita meglio :-)
RispondiEliminaChi hai pagato per scrivere questo "yes-it's a real post" nel tuo non-blog?? :-))
RispondiEliminaBello. Penso anch'io che "una mamma è una mamma" a prescindere dai figli che si hanno e dal tipo di problemi che possano avere, genetici o anche successivi. E penso che i bambini non dovrebbero proprio farli i casting. Avranno tutta la vita per le competizioni. Come dice Mamma F, per lo più è chi guarda con superficialità e indifferenza che "giudica e cataloga". Non sono molto d'accordo sul fatto che postare le foto dei propri figli sia un metterli in mostra per "senso di appartenenza". Almeno non per tutti è così. A volte si vuole semplicemente fermare un attimo della loro vita (e della nostra di riflesso) nel modo più diffuso al giorno d'oggi: usando il web, che di certo è il modo più semplice ed immediato. Il mio blog non è su FB perchè è solo un diario, ma non credo che se avessi un diario vero stamperei una foto dei miei figli per incollarla e ricordare. :-)
Vero anche che quando si è molto soli si senta il bisogno di "aggregarsi ad un gruppo", qualunque esso sia, soprattutto se non si hanno basi solide nella vita o solide amicizie nel reale. Nel web è molto più facile condividere, ma stiamoci attente a 'sto web: si possono trovare persone pulite, sensibili e sincere ma non è sempre così. Mi è piaciuto molto il commento che hai scritto come risposta a francescaOM.
Barbara mi è piaciuta fin da subito,la leggo volentieri,a volte commento e trovo che abbia un modo di raccontare che coinvolge chi segue il suo blog.
RispondiEliminaNon nego che il fatto che sia la mamma di un bambino down me l'abbia fatta apparire un pò speciale,non diversa non vorrei essere fraintesa ma sicuramente portatrice di un altra esperienza,di un altra storia.
Tutte ci vogliamo sentire parte di un gruppo,compresa io che sono solo un nome ed è proprio il confronto senza ipocrisie secondo me che ci porta ad esserlo.
Io ipocrita lo sono stata quando ho letto il post di Barbara sulla pubblicità e dentro di me ho gioito con lei ma non ho condiviso con lei questo perchè insieme alla gioia mi sono sorti molti dubbi simili ai tuoi ma al contrario di te non ho saputo razionalizzarli e descriverglieli
@navigo: grazie per aver colto le corde più profonde
RispondiElimina@lu: nessuno nega, anzi gridiamo: ancora, ancora, di più e meglio
@rory: il "senso di appartenenza" è un tema su cui continuerò a riflettere. io stessa non l'ho chiaro
@sara: hai colto i vari aspetti di questo post un po' confuso, grazie!
Ciao io sono Augusta e conosco Barbara da quando aspettava Killò.Sicuramente hai colto quello che Barbara vuole far passare, anche se non vuole dimenticare di essere una mamma "speciale"(sono d'accordo con FrancescaOM).
RispondiEliminaCredo che per queste madri con figli disabili sia importante sentirsi "normali"e non guardate con pietà perchè sono coscienti dei limiti delle proprio creature e nonostante tutte le difficoltà che la loro patologia comporta AMANO I LORO FIGLI INCONDIZIONATAMENTE. (spero di essermi spiegata...)
@Augusta: grazie per essere passata! certo, ma certo che queste madri amano i loro figli incondizionatamente! appunto io non voglio guardarle con pietà (perché dovrei?????), voglio capire la loro vita, capire i loro figli.
RispondiEliminaLo sai a volte si trova gente che questo non lo capisce,(e non è riferito solo alla SD...) non di certo mi riferivo a te!!!
RispondiElimina@Augusta: lo so, lo so, tranquilla :D
RispondiEliminabellissimo post cara Stima, direi perfetto.
RispondiEliminaio credo che ogni mamma è mamma di tutti i figli del mondo, ostenta le immagini dei propri figli e lo fa per amore, per orgoglio materno, per urlare la sua soddisfazione a tutti, perché si sente la necessità fisica di gridare e amplificare tutto quello che non si riesce a contenere dentro.
per questo credo che ogni mamma veda in tutti i bimbi il proprio bombo, per questo noi, mi sento di dire, vediamo killò per un bambino e basta.
ma vediamo in barbara una mamma speciale.
ti abbraccio.
Quando ero incinta leggevo a me stessa e al mio bambino nella pancia questa favola per le mamme: http://www.ilpaesedeibambinichesorridono.it/favola_per_le_mamme.htm
RispondiEliminaNon posso però essere ipocrita e non dire che ho temuto la nascita di un figlio down o con qualsiasi altra patologia, anche se poi lo avrei di sicuro amato incondizionatamente, anzi m'infastidiva chi mi diceva "l'importante è che sia sano".
La presenza di Barbara in rete è importantissima per tutte noi perchè ci aiuta a non avere paura; ci dimostra che la vita di una donna, di una mamma con un figlio down è bellissima.
Ho grande stima di Stima, e ancor di più dopo questo post che tratta di tanti spinosi argomenti.
RispondiEliminaSono lusingata, ma l'emozione che più sento è di pura felicità. Non ho mai trovato un dibattito così sentito, intelligente, pensato, partecipato sui temi della diversità.
Trovo stupendi i diversi punti di vista, i dubbi, l'affermare una cosa ma lasciare lo spazio di confronto (nel post e nei commenti).
Devo dire che non sapevo che questo fosse possibile in rete; a volte nella vita reale è così difficile parlarne, anche per me.
Ho tutta l'intenzione di sfruttare questa opportunità, di partecipare al dibattito, di raccontare il mio punto di vista e la nostra storia, ma non lo farò qui :)
Spero che si aggiunano altre mamme, altre donne, e uomini, a dire la loro.
Non voglio dare l'impressione di avere risposte: l'accettazione della disabilità e la scoperta di questo mondo sommerso (o parallelo) sono per me una scoperta recente e non sono arrivata, sono in cammino. Anche a me serve questo confronto: vedrete che anch'io condivido molti dei vostri dubbi, molte paure, e anche un po' di vergogna quando mi accorgo di avere sentimenti di cui non vado fiera. Ci si lavora e si prosegue il cammino.
grazie con un sorriso enorme :))))))))
@mannalisa: sissi è speciale
RispondiElimina@madrecreativa: lasciami dire che il timore assume molte forme. una delle mie era, per esempio, il fatto che non sarei stata socialmente supportata
@barbara: sono certa, certissima che la tua strada sarà interessante. io lì a guardare e imparare.
@ Stima e Barbara
RispondiEliminaHo conosciuto Barbara da poco, quando anche lei era ai primi post e si chiedeva se parlare o meno e in che termini della sua situazione particolare. "il post con la foto in fondo"è da leggere, perchè quando si arriva alla foto in fondo si sussulta, si capisce e si desidera abbracciare questa mamma e incoraggiarla a scrivere per lei e anche per noi. Alla fine anch'io penso che essere mamma di un bimbo down non sia "la definizione" di Barbara, ma inevitabilmente qualcosa che è talmente parte di lei (ovviamente) da renderla ancora più speciale. Stima, il post è bellissimo, dolce, tenero, titubante nell'esprimere i tuoi pensieri e allo stesso tempo forte. Bello!
@giada: benvenuta!hai ragione, ho amato molto quel post di barbara
RispondiEliminaAvevo capito Stima, il senso e ho capito che hai capito il mio. ;)
RispondiElimina@stima: assolutamente, infatti, penso che la paura di qualsiasi mamma e anche diciamolo il rifiuto sia proprio perchè è la società che mette delle barriere, che anche se fa spot e sensibilizzazione al tempo stesso emargina ed esclude. Mi sono trovata diverse volte a svolgere dei laboratori in classi con bambini down con insegnanti di sostegno incapaci e per quanto io mi sforzassi di coinvolgere questi bambini, erano gli adulti a trattarli come diversi e a svolgere l'attività al posto di questi bambini; come se quello che contasse era portare a casa un risultato, come se i genitori di quei bambini fossero felici del lavoro perfetto realizzato dall'insegnante di sostegno e non sarebbero stati più felici del lavoro autentico anche se imperfetto dei loro bambini. Che potesse succedere anche a mio figlio...di questo avevo paura (scusa se mi sono dilungata eccessivamente).
RispondiElimina@madre creativa: hai fatto bene a tornare. questa cosa del lavoretto come risultato...ummmm...facci un post!
RispondiEliminaIn questo caso, lavoretti, i bimbi down vengono trattati come tanti altri bimbi. Posso confermare che in tante scuole il lavoretto di Natale, Pasqua, festa della mamma... viene fatto dalle educatrici e non dai bimbi... :-( anche io preferirei un lavoretto incomprensibile, storto, bruttino ma fatto con le manine del mio bimbo!
RispondiEliminaLa compagna di classe di mio figlio è una punta di diamante della pubblicità di vestiti firmati per bambini (Armani, Prada, ecc). E' straniera, quindi esotica e di una bellezza genuinamente bambinesca.
RispondiEliminaHa altri due fratelli e vivono in una casetta di 60 mq davanti ad una gigantesca fabbrica. Perché il papà fa il custode.
Io sono d'accordo con te Stima, su tutta la linea. Però nei casting c'è gente e gente.... Purtroppo, davvero purtroppo, non è solo la disabilità a far abbassare lo sguardo, ma anche il colore della pelle...
proprio a questo alludevo. Grazie MIV. E speriamo che quella bimba possa continuare ad essere "genuinamente" bambina. Anche il figlio del mio giardiniere è stato un bimbo da carta patinata, ora è adolescente e i suoi lo hano tirato fuori da quel circo quando hanno proposto loro di trasferirsi a Roma per seguire la sua carriera. Tutto era nato come un gioco e stava diventando altro e a quel punto hanno detto no. Li ammiro, non deve nemmeno essere facile fare un passo indietro.
EliminaCondivido molto gli apprezzamenti per il post di Stima e per quelli di MFC. Penso a quanto sarebbe bello se ci dicessimo mamme diverse di bambini diversi. Tutte.
RispondiElimina@pollon: con me su questa cosa sfondi una porta aperta ;D
RispondiElimina@MIV: ummm non apri un capitolo, apri una voragine...
@anonimo: grazie di essere passato. credo tu sia il mio primo anonimo. wow
Però sai... in questi anni di scuola di Topastro ho imparato che tanti genitori sono strani. Dicono cose che non pensano, solamente per far bella figura o perchè gli altri non credano che hanno idee un po' antiche... Mi era capitato di parlare con mamme riguardo il fatto che ai bimbi facesse bene alla salute stare fuori casa o scuola anche in inverno. Poi ieri, aspettando che i bimbi uscissero da scuola, alle 12:45 insieme ad altre mamme.... Tutti i genitori allarmati perchè le maestre avevano deciso di fare uscire in giardino i bimbi dopo pranzo per una corsetta. C'era il sole e non era tanto freddo e i bimbi erano tutti muniti di giubbini, sciarpe, cappelli... E' difficile capire! E sono sicura che per i lavoretti vale la stessa cosa. Quei genitori che dicono di volere un lavoretto fatto dalle mani dei propri bimbi sono gli stessi che non lo apprezzano perchè non è perfetto. Razza strana quella dei genitori :-)
RispondiEliminaquanto è vero :D))))
Elimina(mi accorgo ora che c'è la possibilità di risposta ai singoli commenti. figo!)
già, bella la nuova funzione di risposta!
EliminaQuello del freddo è un argomento strano..a ottobre c'erano genitori allarmati perché per un giorno non è andato il riscaldamento. e fuori c'erano 15 gradi. Insomma bastava una felpina.
EliminaA me quel che infastidisce è che sono gli stessi genitori che in occasioni diverse dichiarano che non han problemi se i bimbi vanno fuori in inverno, si sporcano, .... poi quando vedono i bimbi in giardino o tutti sporchi perchè han fatto dei lavoretti con colori a tempera o farina... si lamentano!
EliminaSeguendo le linee invisibili del web eccomi in questo luogo che potrei dire di accettazione e condivisione. Ed è una bella sensazione. Il destino mi ha dato un bambino un pò speciale e la cosa più difficile è stato accettarlo, nonostante io sia sua madre e lo ami infinitamente. Perchè a stare sempre "fuori" dal gruppo, bè io lo ammetto, non è che fossi proprio felice. Perchè un bambino che reagisce al mondo come fa il mio, richiede persone molto aperte e disposte a sospendere il giudizio. Ma so che non è facile, io sarei una persona molto più supponente senza Alex. Quindi è bello sentire persone che riescono a vedere oltre un viso o un gesto un pò diversi, che vedono solo un bambino.
RispondiEliminaun bambino affascinante, direi. sarà bello seguirti.
Eliminasegnalo qui l'immensa MIV: http://mammainverde.blogspot.com/2012/01/le-parole-tra-noi-leggere.html
RispondiElimina@Pollon: mi riferivo a laboratori svolti in scuole elementari dove i bambini sanno lavorare da soli.
RispondiElimina@Stima: lo farò! grazie per l'idea...
non avevo capito che ti riferissi alla scuola primaria... beh: peggio ancora!
Elimina@pollon: si infatti :(
Eliminail post è il riassunto di una mamma che è in grado di avere empatia verso un'altra mamma...questo è STIMA. Barbara so(perchè lo so) che non vuole ne vedere pietà ne sentirsi un eroe. Perchè barbara è Una mamma normale.E ha tutte le risorse che le altre mamme anno. E se ne servono di più lei ce le ha, perchè la mammitudine da esattamente le forze che servono. Nè un po di più, ne un po di meno. :)))
RispondiElimina:*
Eliminaaggiornamenti su di ME: mi spiace di non essere ancora intervenuta e voglio che questo non sembri mancanza di interesse. Sto seguendo tutto (grazie per la segnalazione del post di Mammainverde) e sono d'accordo con tutto e poi sono in disaccordo con tutto. La realtà è che questo dibattito mi rende felice, ma mi fa soffrire molto (l'ho detto). è difficile distaccarsi e vederlo in generale, senza pensare che si parla di mio figlio (anche). Non voglio chiedervi con questo di risparmiarmi il dolore: volessi questo non avrei aperto un blog sull'argomento. mi pare sia un dolore necessario, come le doglie del parto, che prepara me a qualcosa. Grazie se capirete, ma anche grazie lo stesso.
RispondiEliminahai ragione.
Eliminafinisce che sembra che ti stiamo "sezionando" tipo analisi di laboratorio, invece l'intento era quello di parlare della MIA reazione alla campagna e anche della MIA voglia di seguire il tuo/vostro percorso, qualunque forma prenda.
ma va lààààà. Qui sembra si parli di me, anche a me era sembrato, invece si parla anche di me. Una storia fra le storie ;)E state parlando della tua reazione e della reazione delle altre. A me piace. E sezionatemi pure, se serve. :)
Eliminaè che noto che si coglie come al solito sempre l'aspetto MAMMA.
Eliminal'aspetto BAMBINO nei MEDIA (affrontato in termini generali) non interessa.
è dato per scontato.
o è un dibattito che non interessa fare qui - e ci sta.
(solo MIV, infatti lei è MIV :D)
io continuerò a indagare, non è detto che tutto debba essere materiale per il blog. per me questa è solo la punta dell'iceberg.
cara Stima, tu hai deciso di mettere molta carne ai ferri in questo post. Scelta poco minimal :)
RispondiEliminail dibattito segue i punti di vista di chi legge e a me ne sta suggerendo alcuni che mai, da sola, avrei notato :)
per altro la tua punta dell'iceberg non è la mia ;)
certo, siamo diverse, viviamo le cose in modo diverso. a me interessano gli spunti che ne vengono fuori, poi rielaboro secondo il mio vissuto. il mio obiettivo non è emettere un comunicato stampa con delle certezze...
Eliminaè che mi aiuti a crescere, tutto qui
e tutto questo ci sta aiutando a crescere. obiettivo raggiunto ;)
Eliminamagda, lo vedi che la cosa è reciproca (cit)
EliminaOT: adoro quel film! Il mio commento ho iniziato a scriverlo ieri, per non perderlo non ho refreshato la pagina e non ho visto i nuovi commenti, ma ora vi leggo tutte!!!
EliminaRibadisco: bellissimo scambio, e per me scambio significa che ognuna torna a casa con qualcosa di nuovo e prezioso e intanto ha lasciato un pezzettino di se' ;) ...
Cì: credo anch'io in questo tipo di web
EliminaNoi non ci definiamo attraverso i figli.
RispondiEliminaQuesta frase la sento molto mia ;)
io la scrivo in teoria e verifico ogni giorno su di me se è davvero così. vorrei che lo fosse per il bene di g.
EliminaSono arrivata da te attraverso mamma Claudia e Topastro ...che dirti, non riesco ad esprimere a parole quanto abbia trovato bello questo post, perciò non aggiungo altro
RispondiEliminagrazie :)
EliminaBel post, arrivo ora, sono in ritardo cronico sulle letture in questi giorni...
RispondiEliminaCi sarebbero così tante cose da dire, non so da che parte cominciare.
Barbara mi piace :) è stato un caso capitare sul suo blog e a lungo non ho saputo di Killò. Sarà che ho amiche con bimbi con malattie rare, o croniche, o disabilità varie, o anche vedove, scampate da bruti o semplicemente così forti da capire che non condividevano più un progetto con il loro compagno e coraggiosamente scegliere di proseguire da single, o che hanno tenuto insieme i pezzi dei compagni o dell'intera famiglia. Insomma sono fortunata: ho tantissime donne speciali cui fare riferimento (comprese quelle che *semplicemente* si barcamenano in vite non così eroiche, ma toste a loro modo) e forse per questo le riconosco in rete e non ho nemmeno bisogno di indagare molto. :)
A lungo sono stata una di quelle persone con forti pregiudizi al contrario, ogni minoranza, ogni persona diversa, aveva un posto speciale nel mio cuore, poi ho capito che era una cosa da un lato giusta, dall'altro significava togliere loro qualcosa: la possibilità di essere come tutti gli altri. Allora ho smesso, beh... quasi. Diciamo che ora ho una simpatia marcata per le belle persone, speciali per i casi della vita o per meriti mi importa meno :)
Convengo sul "i bimbi siano solo bimbi, alle mamme speciali invece venga tributato onore al merito" e sul fatto che siamo frutto del nostro percorso, siamo le esperienze che viviamo / abbiamo vissuto.
Non giro molto ultimamente, non ho la TV per scelta da 4 anni, dal parrucchiere vado poco e ha riviste di architettura (o meglio... tra quelle che ha, io scelgo quelle! ;) ) quindi la pubblicità l'ho vista per la prima volta qui e prima di leggere mi era piaciuta, così, d'istinto. Convengo però anche che nessun bimbo dovrebbe fare casting. Della mia dicono sempre che sarebbe perfetta: capelli biondi a boccoli, sguardo da angelo... - perchè rubarle l'infanzia e rovinarle la vita? - rispondo io. Se mi riesce lo dico senza acidità, senza condanna (alla superficialità di chi anche ingenuamente non realizza i retroscena o pensa solo ai soldi che ne verrebbero).
Proprio perchè siamo le esperienze che abbiamo vissuto, molta gente non ha ben presente cosa sia essere genitori, e troppi non ricordano cosa sia essere bambini. Che significa uscire a giocare, sporcarsi, sperimentare, non essere belle e imbastite come bambole.
Una cosa però mi sta a cuore e secondo me quella pubblicità potrebbe aiutare a veicolare un messaggio importante: il sentimenzo di uguaglianza e integrazione TRA i bambini. Oggi Claudia ha scritto un bel post su questo argomento, sia sempre insegnato, anzi testimoniato, partendo da convinzioni che tutti noi abbiamo il dovere morale di manifestare e trasmettere ai piccoli, che la differenza semmai è un valore e mai barriera. I piccoli chiedono, ed è giusto spiegare, ma poi ogni bimbo deve essere per loro solo un compagno di giochi, che li introduce in un suo mondo e ne condivide la ricchezza e "specialità" (passatemi l'uso non proprio).
Bello scambio questo, di quelli che fanno bene al cuore... ciao!
Credimi Cì, io non immaginavo questo riscontro. Grazie ancora una volta per il tuo contributo.
EliminaAvevo già sentito il tuo nome ma non mi era ancora fermata a leggere il tuo blog e oggi arrivo qui da facebook attraverso Barbara. Il suo blog l'ho trovato per caso e mi è piaciuto subito per come scrive. Dopo ho scoperto di Killò. Ho visto di questa pubblicità, ma non ci avevo ancora riflettuto. Io ho un bambino bello, tutti lo lodano per i suo occhi e io devo ammettere che ne sono orgogliosa. Ma lo sarei anche se fosse brutto, ho sempre combattuto contro la mia non pefezione. Tra bambini anche un naso storto può essere sinonimo di sofferenza, anche essere ciccia può voler dire essere diversi. La diversità spesso sta anche nelle piccole cose. Io lavoro nella pubblicità, non nella moda, ma conosco il mondo che c'è dietro. Sono grafica e sul mio blog spesso per pubbliccizzare un mio lavoretto ho usato mio figlio lo ammetto, non ho nessun problema, spesso posto le sue foto perché ripeto sono orgogliosa di lui. Ma gli sto insegnando anche a non tirarsela troppo a non giudicare mai nessuno, sia esso down, col naso storto grasso, brutto con orecchie a sventola. Credo sia questo che dobbiamo insegnare ai nostri figli. A vedersi tutti uguali anche nelle diversità.
RispondiEliminaAll'asilo di mio figlio fanno una bellissima iniziativa a natale, un gemellaggio con dei ragazzi di un'associazione per ragazzi down anche grandi. Beh tutti i bambini sono entusiasti di questa cosa Stefano è arrivato a casa raccontandomi tutto con una gioia incredibile. E l'unica cosa che mi ha detto "sai la maestra ha detto che hanno dei problemi" e basta e poi il racconto è proseguito sullo scambio di regali e le canzoni.
Ecco tornando alla pubblicità non so rimango anche io un po' perplessa. Il bambino down è stato scelto perché è un bel bambino down non in quanto tale...credo. Quindi se fosse stato un bambino down non bello non sarebbe stato scelto? L'apparenza al giorno d'oggi è tutto non si può negare. Ma ripeto sta noi insegnare ai nostri figli l'uguaglianza, loro nascono ingenui non le vedono le diversità, siamo noi che gliele facciamo notare.
Altro discorso invece voi cosa ne pensate del fatto che una mamma di una bambino down vuole fargli ripetere l'anno all'asilo e per colpa di vari problemi burocratici se questa rimane ferma sulla sua idea, la classe verrà separata all'ultimo anno di asilo con varie conseguenze su tutti i bambini in un momento già delicato come quello dello stacco dall'asilo alle elementari? I genitori sono imbufaliti e personalmente non ritengo giusta la scelta di questa mamma. Premetto che non è l'asilo di mio figlio e conosco solo il problema.
Ciao Elegraf, benvenuta!
RispondiEliminaall'asilo di giulia c'è un bambino disabile e pure figlio di cittadini stranieri. Io che sono sempre di corsa posso osservare la frustrazione delle maestre che hanno pochissimo supporto nell'affrontare la situazione sia con il bambino (l'insegnante di sostegno c'è e non c'è, fa poche ore) che con i genitori.
Mi piace il tuo intervento perché ci porta ad una dimensione pratica della questione. Le situazioni e le risposte le vedremo nel tempo, spero, sul blog di Barbara
ehm...suggerirei questo "le situazioni le vedremo nel tempo da Barbara, le risposte magari si possono cercare anche insieme"
Elimina(aiutoooooooooo)
forza Barbara. pensati come un vigile che dirige il traffico. di Bombay, O________O
Elimina0________0
RispondiEliminaStima torno da te perchè oggi ho finalmente fissato cosa tutto questo feelingstorming (e anni di attenzione mia su questo argomento) mi ha lasciato.
RispondiEliminaE' rimasto fuori qualcosa (ho dovuto tagliare, è già lungo), però voglio rispondere qui a una tua domanda:
"Mi pare che tutto si riduca al concetto di BELLO.
(cut)
Credo che l'inclusione attraverso la bellezza sia limitante, banalizzante.
Non è quello che si fa utilizzando l'immagine femminile? Non è quello di cui ci lamentiamo sempre?"
Personalmente mi lamento del giudizio superficiale e di come l'immagine della donna sia abusata e presentata.
Che il bello susciti reazioni positive è qualcosa da cui non possiamo prescindere perchè viene naturale notarlo, non lo trovo in se' un disvalore e assume anche connotazioni più ampie (un bel fiore, un bel tramonto, ecc... ma anche una bella persona). Pensiamo anche all'arte: bellezza, ma solo quando diventa emozionante. Invece possiamo e dobbiamo lavorare su cosa e come considerare bello (il bello che piace è già un ottimo compromesso, perchè svicola da canoni standard e lascia spazio al giudizio emotivo).
Sui bambini e i dubbi sui casting sono d'accordo, più che altro diventa importante impedire in pubblicità che si applichino canoni di bellezza adulta discutibili (lo stile lolita per capirci). A quel punto il problema non si pone più, perchè subentra il filtro del rispetto. Non metterei un bimbo malformato o gravemente malato in una pubblicità - nemmeno scientifica o "progresso" - per rispetto del suo momento di difficoltà, non tanto perchè "non rispondente a canoni di bellezza standard".
Ripensando a cosa hai scritto facevo fatica a trovare un esempio di bambino brutto.
Se ci pensi è difficilissimo non soffermarsi davanti a un bimbo a pensare "che bello!", che significa però tante cose. Tutti i bimbi sono belli forse perchè vedi la bellezza di una giovane vita e la magia di tutto il processo naturale. baci
ps: Barbara ti ci vedo proprio in un incrocio indiano... eh eh :)
grazie Cì di aver colto anche questa parte.
Eliminaleggerò e metabolizzerò.