Movimenti, ripassare

Di vita indivisa, di qua e di là è uguale e le storie sempre storie sono, c'è chi sa raccontarle e chi no, c'è chi sa raccontarsi e chi supplica di essere dipinto e non è che  il vicino di treno o di metro perché ci sei a contatto - sudaticcio, puah - sia più o meno reale di una successione di segni. Riconoscimi, dice la tracolla maschile trattenuta tra le gambe, l'occhiata sghemba, un video postato, la battuta fuori luogo del barista, il disegno natalizio di una bambina, un collage, il blocco degli appunti ad una riunione di lavoro - frecce, tante frecce - un pensiero costantemente lì, le lacrime per la morte di un collega invidiato, un biglietto prenotato, i rancori fattisi malattia, la vita buttata, il tatuaggio, il vuoto, una riunione di condominio infinita, i giudizi, il silenzio ad una domanda sospesa, l'obbedienza all'ordine implicito, le parole nude, i risarcimenti attesi, l'urlo liberatorio quando si respinge una pallina.
Tutto si smuove e allora cerco solchi da ripercorrere, di qua e di là è uguale, strumenti e linguaggi sono quelli che capitano. Le ombre, quelle da cui ero partita, sono evaporate senza nostalgia. I contorni sono molto più definiti, ora, hanno immagini precise a tradurli. Mi sorprendo e sospendo. 
Tutto questo osservo, di qua e di là è uguale, e mi accorgo che non sono sola. Siamo una piccola folla.




4 commenti:

  1. il cerchio si sta chiudendo

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  2. detto così mi mette ansia, soffro di claustrofobia emotiva... mi porto le forbici in tasca, non si sa mai

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  3. Devo rileggere tutto con calma, e' cosi bello, per ora mi resta "mi sorprendo e sospendo". Potrebbe essere lo slogan delle mie imminenti vacanze, almeno spero.

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