All'antica, con Paolo e con il basilico
Più o meno:
alberi
Questo blog sta prendendo una piega troppo criptica, malinconica, egoriferita. Riequilibriamo, oggi, tornando all'antica. Cioè? Alle robe delle mammine*. Eh? Già. Sì ma non dura, non vi preoccupate.
Comunque. La MIV, che è un'autorità in materia, ha scritto di Paolo. E con tutta la libertà di un blog non sponsorizzato - perepeppepè, la sentite la libertà? ahhhhhhh, quanto è bella, ahhhhh, che ossigeno, non va di moda? niente mojitos qui? e chissene! - riprendo la segnalazione di quel gioco per parlare di altro.
Lo abbiamo regalato alla Bionda per i suoi cinque anni. Accoglienza tiepida, poi buon successo sotto gli occhi sbalorditi di una nonna che cercava le istruzioni. Istruzioni? Eh? non ci sono! non c'è uno scopo, un come, un perché. Non c'è un giusto o sbagliato, un bello o un brutto. L'anziana signora strabuzza gli occhi. Proprio non ce la fa a comprendere e accettare l'assenza di regole, prescrizioni e canoni. Io e M. ci guardiamo, tanto ma tanto complici. E' molto importante per me sapere che la stupefacente inutilità di questo gioco sia compresa e profondamente condivisa dal mio compagno, perché qui dentro ci passa il nostro modo di essere genitori. Paolo, quanta responsabilità ti diamo!
"Educare alla libertà" è un po' un controsenso, un'utopia, si sta su un filo. Significa abituare una persona ad assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Non roba da poco. Responsabilità individuale, quella che non lascia scampo quando si sta soli a pensare, quella che ti scardina il meccanismo della sfortuna o dell'incomprensione. Quanta teoria che faccio, mannaggia. Questa è roba da sperimentare, da vivere. E' roba da mettere in pratica giocando a Paolo seduti per terra, misurando quanto tengono i ganci, quanto la struttura possa stare in equilibrio. Non sta in piedi? si smonta, si ripensa, si rifà! Poi, ogni tanto, ci si ferma e si rimira. Quella roba lì è bella. Quella roba lì è poca cosa. Quella roba lì è inutile. Meravigliosamente inutile...
Inutile come le erbe aromatiche fresche che profumano il ripieno degli effimeri fiori di zucca. Quelli che non piacciono a nonna. E tutto torna.
*Noto che ultimamente stanno arrivando nuovi lettori e nuovi lettrici qui e sulla pagina fb del non.blog. Sono sempre stupita di questo, perché non sto usando alcuna logica che possa far aumentare il numero degli accessi e non sto scrivendo post particolarmente utili. Posso solo ringraziare per la lettura attenta ai miei sghiribizzi, e tanto.
Cut&Paste di
Stima Di Danno
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Quanto hai scritto in altri contesti, e forse in altri tempi, si chiama plusvalore.
RispondiEliminadobbiamo spiegarlo a Monti, forse... bella la MIV
EliminaChe bello questo giochino! Non lo conoscevo... Me ne devo ricordare quando qualche amico di Samu compie gli anni. Cerco sempre regalini simpatici, magari un po' diversi dai soliti che si trovano ovunque. Lo prenderei per me eh eh
RispondiEliminanel frattempo potresti costruirti qualcosa di simile...sono certa di aver visto da made by joel delle sagome con opportuni tagli...basterebbero i sottobicchieri da birra, hai presente?
EliminaNon mi dire così che poi mi metto a tagliare e colorare e rimango chiusa nello studio due giorni :-D
EliminaSe trovo un pochino di tempo ci provo perchè è un giochino carinissimo!
ihihihih sapevo di stuzzicarti
EliminaSento già mia madre che dice che me lo sono comprato per me...
RispondiEliminami ricorda anche un po le forme PLAYSHAPES che ho sempre desiderato
ignorare le madri, preparandosi a loro che ignoreranno noi... :*
EliminaHo fatto vedere le foto a Vittorio e ha detto ma quando viene G. qui a giocare?
Eliminaho cercato di spiegargli la distanza ma lui ha detto tanto lei prende il treno
non tentarmi non sono una santa! U_U
EliminaGiovedì parlavo con una delle mie meravigliose nuove colleghe. Probabilmente quest'anno metteremo sotto i nostri alunni a ritagliare sagome di cartone per farne atomi da legare in base alla loro valenza (non preoccupare se non capisci le ultime 6 parole, è irrilevante). L'idea credo assomigli a questo Paolo (nome insolito per un gioco).
RispondiEliminaSecondo i tuoi ermetici deliri un pò egoqualcosa toccano, qualcosa toccano, io per lo meno non sempre riesco a capire però spesso mi fai sorridere. E non è poco.
un giorno ti scrivo e ti spiego. niente di che comunque. vita.
EliminaE invece vedi che sono utili! Questo Paolo è proprio una bella idea, proprio per l'assenza di istruzioni. La mia battaglia contro la razionalità aliena è in un momento di stallo ..
RispondiEliminapotrebbe piacergli...fagli vedere le foto, poi dimmi come ha commentato
EliminaLe ha già viste ... commento "Mm e cosa costruisci?" "Quello che ti viene in mente" "Che razza di nome per un gioco". Stop.
EliminaIncoraggiante, eh? Eppure ieri si è puppato il museo d'arte moderna di Rivoli senza un cedimento (la stanza 19 ti avrebbe fatta impazzire, ma saprai già tutto di Reinhard Mucha ...).
no, non so niente (e tu mi sopravvaluti...). allora vuol dire che per lui è un gioco da piccoli. dagli direttamente i Maestri del Colore che trovi sulle bancarelle...tieni, fanne ciò che vuoi, disegnaci sopra, ritaglia, studia...
Eliminavado a googolare Reinhard Mucha...
Fermo restando che nel tuo blog ci puoi scrivere quello che vuoi, che poi come per le canzoni uno ci trova ciò che vuole, pensi che Paolo possa trovarsi bene dal mio quasi treenne?
RispondiEliminasecondo me è ancora un po' piccolo...
EliminaMe lo segno per il prossimo anno, grazie!
Elimina"Educare alla libertà" è stata ed è tuttora la mia "regola di mamma". Io non avevo Paolo, non leggevo blog nè libri sull'infanzia, ho fatto solo quello che mi diceva il mio istinto, che per fortuna non mi ha mai tradito. Ad essere sincera ho anche fatto un pò l'opposto di ciò che ha fatto mia mamma con me (quasi in tutto). I miei figli avevano un tangram di legno, una scatola piena di Geomag di tutti i colori e tantissimo Didò. Tutti giochi che non hanno regole, semplicemente assembli e disfi. Non sai quanto mi sono divertita a giocare con loro. Fai bene a "educare alla libertà" ( mi piace da morire l'espressione), perchè ti assicuro che, alla lunga paga, li aiuta ad avere più fiducia in se stessi e più creatività. Te lo dice una mamma di figli un pò cresciutelli. :-)
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