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| immagine da qui |
Tutto pare come al solito. Sedie in attesa intorno a me, più d'una. Eppure c'è un gran movimento di parole e immagini scomposte che corrono veloci da una parte all'altra del pianeta. Pianeta, sì, dico mica per dire. E poi. Un soffitto si frantuma, due faccette incominciano a mostrarsi, è tempo di inizi, ritorni, pianti da consolare, sveglia alle 6.30 e colazioni veloci. Soppeso la rete, tutta quanta, il valore dei like e dei complimenti, le richieste di amicizia. Immobilità mi appare una parola nuova, da un paio di giorni a questa parte. Trattengo e sviluppo, prendo nota, idee e limiti e comparazioni, cerco di non essere superficiale ma lo sarò, inevitabilmente. Quando me ne accorgo - se me ne accorgo - mi fermo e taccio. Ogni tanto oso. Da ferma, prendo una posizione. Scelgo, in tutte le occasioni in cui posso.

Scelta e' già movimento.
RispondiEliminaE poi il celo tetro se ne sta andando.
sì
EliminaSempre bello leggere qui.
RispondiEliminaguarda che tu manchi eh...
EliminaLa facoltà di scegliere è di pochi ed è un gesto di coraggio spesso.
RispondiEliminaHo scritto poche ore fa ad un'altra blogger che a settembre è un po' come a gennaio: si fa la conta (degli amici... amici?), si screma, si ricomincia.
Buon inizio anche a te.