Semplificazione


Ovvero di come sono tutta chiacchiere e relativismo

Provo qui a raccontare il mio percorso verso la semplificazione.
Già, oggi parliamo tutti di decluttering, downshifting, minimalismo, baratto, riciclo creativo ecc...
Ogni persona, ogni famiglia, si ritrova in queste scelte per motivi diversi. Per questo è bello accostarsi alle singole storie: si vedono sempre aspetti che erano sfuggiti.
Non so se tutto questo sarà una moda passeggera, se anche lo fosse è una moda che porta più valori positivi rispetto a quelli negativi (gli estremismi, quelli proprio non li contemplo), quindi evviva la moda! soprattutto quella che ben si adatta a questo mondo incerto.

Noialtri, come al solito, siamo pressapochisti.
Desideriamo innanzitutto una vita più semplice e piena di significato, che di tempo per fare le cose importanti alla fine ce n'è troppo poco.
Come? Mah, sperimentiamo...
Dico sempre che ho un'anima POP e anche che sono una visiva, nel senso che tendo a ragionare e a percepire la realtà per immagini. L'ambiente, quindi, mi riflette.
Ho momenti di accumulo (cose, informazioni), poi fasi in cui lascio decantare e vivo bene nella confusione, seguono raptus in cui ho l'esigenza di mettere ordine nei pensieri e - contemporaneamente - negli armadi. Poi ricomincio ad accumulare e così via...
Accumulo e decluttering, in circolare alternanza, sono parte di me da sempre. 

Poi sono arrivati i fatti della vita adulta, le scelte determinanti, le esperienze che segnano, di fronte alle quali davvero il possesso degli oggetti è l'ultimo pensiero. Non c'era oggetto che ci consolasse, allora, contavano solo i legami affettivi e ci siamo dedicati a far funzionare bene quelli e poi tutto il resto.
Dopo, alle cose non ci abbiamo pensato quasi più. Questione di abitudine mentale. 
  
Nel 2007 è arrivata G.
Ora che si tratta di scegliere i comportamenti che avranno conseguenze sulla vita di nostra figlia, aumenta la consapevolezza. C'è poco da tergiversare, lei assorbe e chiede, bisogna scegliere bene e farlo subito.
Guadagnare tempo da passare con lei diventa fondamentale, è la nostra urgenza.
Entrano in gioco gli aspetti legati all'ambiente da (ri)scoprire e rispettare, alla città da vivere attivamente per quello che sa offrire, alle relazioni sociali che devono essere il più possibile intense e vere.
L'autoproduzione per noi è ancora solo momento ludico, non una prassi. Mi giustifico con il poco tempo a disposizione ma non so se è solo per quello. Sono un po' pigra da questo punto di vista, lo ammetto.

Siamo fatti così, poca teoria, nessuna sistematicità e tanta improvvisazione.
E comunque, le cose importanti ci sono sempre capitate per caso. 


I miei riferimenti su questi temi:
> La Piccola Bottega dell'Alchimista (la prima fonte non si scorda mai)
> Ork'idea Atelier (riciclo creativo)

2 commenti:

  1. cara s, si ho trovato tante tante affinità con te...per non chiamarle somiglianze.. anche io penso e ricordo con immagini (i miei ragionamenti a volte mancano di soggetto perchè corro dietro le mie emozioni) accumulo , voglio riorganizzare e metto tempo immenso per poi o non concludere realmente o ricominciare poco dopo ..perchè non riesco a non "conservare-può servire" e così poco realizzo le cose sognate...e ne soffro....e mi tratto male... ma questo anno sarà almeno "leggermente" diverso.Già leggendo a fondo il tuo blog (e non solo sbirciando in qua e là...qualcosa sta cambiando..
    Mii consolo vedendo che se per alcuni i cosiddetti "danni" possono sembrare difetti, per altri sono invidiati ... sono meraviglie, incantesimi, ispirazioni che non tutti hanno la fortuna di vivere dentro di loro...e quindi spandi spandi i tuoi colori interiori...
    ed io cercherò di semplificare la mia testolina, ma di godere come sempre delle mie immagini interiori.
    Fatti dire Scrivi meravigliosamente!
    Fammi sapere dove scambi i libri.... e grazie per sapermi essere così vicina!

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  2. oh. le antenne, direbbe una mia amica.

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